Veneto
Accesso
Il Veneto è raggiungibile dall'ovest attraverso l'autostrada Serenissima, che percorre l'intera pianura padana collegando Verona, Vicenza, Padova e il nodo di Mestre verso Venezia. Dal nord, l'autostrada del Brennero entra nel territorio regionale nei pressi di Verona, costituendo il corridoio principale di accesso dal versante alpino settentrionale; nel periodo compreso tra il 15 novembre e il 15 aprile vige l'obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo. L'accesso alle Dolomiti bellunesi avviene tramite l'autostrada Mestre–Belluno, che si raccorda verso Cortina d'Ampezzo attraverso la strada statale . Il servizio ferroviario è gestito da Trenitalia (TI), con nodi principali a Verona Porta Nuova, Padova e Venezia Santa Lucia; quest'ultimo consente l'accesso ferroviario diretto alla città insulare. Il sistema aeroportuale regionale comprende tre scali: l'aeroporto Marco Polo di Venezia-Tessera (principale scalo internazionale), l'aeroporto Valerio Catullo di Verona-Villafranca e l'aeroporto Antonio Canova di Treviso. La rete di trasporti pubblici locali collega i comuni principali e le valli alpine; il servizio di navigazione lacuale sul Lago di Garda è gestito da Navigazione Laghi.
Introduzione
Il Veneto si estende nell'angolo nord-orientale dell'Italia settentrionale, dal gruppo delle Dolomiti fino alla costa adriatica, attraverso un territorio che comprende fasce montane, collinari, pianeggianti e lagunari. La regione confina a nord con l'Austria e il Trentino-Alto Adige, a nord-ovest con la Lombardia, a est con il Friuli-Venezia Giulia, a sud-ovest con l'Emilia-Romagna e a sud con il Mare Adriatico. La morfologia è tra le più diversificate del paese: i massicci dolomitici e le Prealpi Venete si abbassano verso rilievi collinari di origine vulcanica, una fertile pianura solcata da importanti corsi d'acqua alpini e un sistema lagunare di rilievo europeo nella fascia costiera. Per oltre un millennio il territorio ha gravitato attorno alla Repubblica di Venezia, potenza commerciale e marittima che ha impresso sull'area un'eredità urbanistica, idraulica e culturale ancora visibile. Insieme con il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto costituisce la macroarea geografica e culturale del Triveneto.
Descrizione
Il territorio veneto si articola in tre fasce morfologiche che procedono da nord verso il mare. La sezione settentrionale è dominata dalle Alpi Orientali, con il nucleo dolomitico centrale e le Prealpi Venete al margine meridionale. Tra i massicci dolomitici più noti trovano posto le Tre Cime di Lavaredo, il gruppo delle Tofane, il Pelmo, il Civetta e la Marmolada, che con i suoi 3.343 metri costituisce il punto più elevato della regione e ospita l'unico ghiacciaio dolomitico di rilievo presente nel territorio veneto. Le Prealpi Venete includono l'Altopiano di Asiago, il Monte Grappa e i Monti Lessini, caratterizzati da morfologie meno verticali rispetto alle Dolomiti e da una rete di percorsi escursionistici e storici. Il sistema idrografico è tra i più rilevanti del Nord Italia: l'Adige, il Piave, il Brenta e il Bacchiglione scendono dalle Alpi attraversando la pianura fino all'Adriatico. La sponda orientale del Lago di Garda, il maggiore bacino lacustre italiano, determina un microclima temperato nella zona veronese che consente la coltivazione di specie mediterranee come l'olivo e il limone.
La fascia collinare è composta da formazioni di origine diversa: i Colli Euganei, rilievi vulcanici isolati che emergono dalla pianura nei pressi di Padova, e i Colli Berici a sud di Vicenza. Nella zona pedemontana tra Conegliano e Valdobbiadene si estende un paesaggio vitivinicolo modellato nei secoli dall'attività agricola, con i terrazzamenti a "ciglioni" riconosciuti nel 2019 come Patrimonio Mondiale UNESCO nella categoria Paesaggi vitivinicoli del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. La pianura veneta degrada uniformemente verso il litorale, dove spiagge sabbiose si alternano a sistemi lagunari: la Laguna di Venezia rappresenta il maggiore ambiente lagunare del Mediterraneo, mentre il Delta del Po racchiude uno degli ecosistemi di zone umide più estesi della penisola.
Le radici storiche del territorio affondano nell'età preistorica, quando il popolo dei Veneti, di probabile origine indoeuropea, si insediò nell'area a partire dalla metà del II millennio a.C. fondando centri abitati quali Padova, Este, Vicenza, Treviso e Verona. La progressiva romanizzazione portò alla piena cittadinanza romana nel 49 a.C. e all'inserimento nella Regio X Venetia et Histria in età augustea. Le invasioni di Unni, Ostrogoti e Longobardi frammentarono il territorio tra il V e il VI secolo, con la fascia lagunare che mantenne autonomia progressivamente crescente sotto la tutela di Bisanzio fino a strutturarsi, nel 697, come Ducato di Venezia. La Repubblica di Venezia esercitò il controllo dei commerci europei verso l'Oriente per più di un millennio attraverso una rete di possedimenti marittimi, lasciando sul territorio veneto un'eredità monumentale articolata: le ville palladiane disseminate in terraferma, le città fortezza come Palmanova e Peschiera del Garda, i sistemi di bonifica idraulica della pianura. Il patrimonio storico regionale è riconosciuto da numerose iscrizioni UNESCO: il centro storico di Venezia e la laguna dal 1987, la città di Verona dal 2000, le Dolomiti nel 2009 per il valore geologico e paesaggistico dei nove sistemi montuosi che le compongono; Padova con l'Orto Botanico, fondato nel 1545 e tra i più antichi in Europa nella sede originaria, e con il ciclo di affreschi dell'Urbs Picta, tra cui la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto.
La tutela naturalistica è affidata a un parco nazionale e cinque parchi regionali. Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, istituito nel 1993 su circa 31.500 ettari nella provincia di Belluno, conserva flora relitta delle glaciazioni quaternarie, tra cui la campanula di Moretti (*Campanula morettiana*) e la primula tirolese (*Primula tyrolensis*), oltre a popolazioni di camoscio (*Rupicapra rupicapra*), cervo (*Cervus elaphus*) e capriolo (*Capreolus capreolus*), con presenza crescente di lupo (*Canis lupus*) e lince (*Lynx lynx*). Il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d'Ampezzo tutela i massicci delle Tofane e del Cristallo. I Colli Euganei sono protetti da un parco regionale che comprende le aree termali di Abano Terme e Montegrotto Terme. Il Parco Regionale del Delta del Po, riconosciuto come Riserva della Biosfera UNESCO nel programma MAB (Man and the Biosphere), conserva uno degli ecosistemi umidi più estesi d'Italia. Completano il sistema il Parco Naturale Regionale della Lessinia e il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.
L'economia regionale si basa su un assetto produttivo policentrico dove specializzazioni manifatturiere storicamente consolidate coesistono con vocazioni agricole di rilievo internazionale. Il distretto dell'occhialeria in provincia di Belluno, quello della concia nel Vicentino e i distretti della moda nel Trevigiano rappresentano poli manifatturieri di scala europea. L'agricoltura è caratterizzata da produzioni a denominazione riconosciuta: il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG, i vini Soave e Amarone della Valpolicella, il Formaggio Asiago DOP, il Radicchio di Treviso IGP. Il turismo genera un contributo rilevante al valore aggiunto regionale, con flussi concentrati su Venezia, i centri urbani d'arte, il Lago di Garda, il litorale adriatico e le Dolomiti bellunesi.
Le Alte Vie delle Dolomiti costituiscono i percorsi di riferimento per il trekking alpino a lunga percorrenza: l'Alta Via n. 1 collega il Lago di Braies a Belluno in dodici tappe attraversando il nucleo centrale delle Dolomiti, con passaggi alle Tofane e al Rifugio Lagazuoi; l'Alta Via n. 2 attraversa il Sella e le Pale di San Martino da Bressanone a Feltre; le Alte Vie n. 3, 4 e 5 si sviluppano sui massicci orientali del Sorapiss e dell'Antelao. Il Cammino delle Dolomiti percorre in trenta tappe un anello di circa 500 chilometri nell'intera provincia di Belluno, toccando santuari, borghi e luoghi di memoria come la casa natale di Papa Luciani a Canale d'Agordo. L'area di Cortina d'Ampezzo concentra l'offerta di sci-alpinismo con tour da rifugio a rifugio che ricalcano i tracciati estivi. La storica linea ferroviaria Calalzo–Cortina è stata convertita in percorso ciclabile che attraversa le valli bellunesi.
L'alpinismo veneto affonda le proprie radici nella seconda metà dell'Ottocento, quando esploratori britannici e germanici aprirono le prime vie sui massicci dolomitici: John Ball compì nel 1857 la prima ascensione documentata del Pelmo attraverso la cengia che ancora porta il suo nome, mentre Paul Grohmann percorse sistematicamente le Tofane, il Sorapiss e la Marmolada nel decennio successivo. Il salto tecnico decisivo avvenne il 7 agosto 1925, quando Emil Solleder e Gustav Lettenbauer tracciarono la via diretta sulla parete Nord-Ovest della Civetta, codificata come prima via di sesto grado sulle Alpi. Emilio Comici introdusse negli anni Trenta il principio della "via della goccia cadente" — la linea verticale più pura dal basso verso l'alto — aprendo itinerari sulle Tre Cime di Lavaredo che ridefinirono i parametri tecnici della disciplina. Le pareti del Civetta e della Marmolada restano oggi tra i riferimenti assoluti per l'alpinismo di alta difficoltà nelle Dolomiti venete.
Il trail running trova nel Veneto uno dei contesti di riferimento nazionali. La Lavaredo Ultra Trail, con partenza e arrivo a Cortina d'Ampezzo, si articola in distanze da 10 a 120 chilometri attraverso le Dolomiti di Sesto e il cuore ampezzano, con il passaggio notturno alle Tre Cime di Lavaredo come momento iconico della distanza principale; l'evento fa parte del circuito UTMB World Series ed è frequentato da atleti provenienti da oltre ottanta nazioni. La Dolomiti Extreme Trail in Val di Zoldo propone distanze fino a 103 chilometri su terreno dolomitico tecnico, con dislivelli cumulati tra i più elevati del panorama nazionale. La Transpelmo, centrata sul massiccio del Pelmo, è un riferimento per lo skyrunning con passaggio alla Forcella Val d'Arcia a quota 2.476 metri.
Informazioni
Dati generali
Capoluogo: Venezia
Superficie: 18.390 km²
Altitudine minima: 0m (costa adriatica)
Maggior elevazione: 3.343m – Marmolada
Numero abitanti: 4.855.123 (al 01.01.2025)
Nome degli abitanti: veneti
Nome in dialetto: Vèneto
Province e città metropolitana: Belluno – Padova – Rovigo – Treviso – Venezia – Verona – Vicenza
Comuni: 560 – lista - mappa
Regioni e territori confinanti: Emilia-Romagna – Friuli-Venezia Giulia – Lombardia – Trentino-Alto Adige (Italia); Austria
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: https://www.regione.veneto.it